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Le APP per i genitori che vogliono stare più tempo con i figli

Con la parola APP intendiamo un programma informatico in grado di funzionare sui cellulari (o meglio sugli smartphone) e sin generale sui dispositivi mobili di ultima generazione. Si trovano APP per tutti i gusti: dai videogiochi alle applicazioni per l’ufficio, dalle APP per sportivi a quelle per la cucina. L’ APP di cui parliamo oggi si chiama Mini Hug (piccolo abbraccio) ed ha una funzione particolare: aiuta genitori e figli a passare più tempo assieme. A dire il vero è particolare anche l’ideatrice di questa APP, perchè ha solamente sette anni e si chiama Lia.

Tutto ha inizio quando la piccola Lia, rivolgendosi al papà Erwan (sviluppatore di applicazioni informatiche per un’azienda di Singapore) gli chiede di realizzare un’ App in grado di aiutare le sue amiche a stare più tempo con i propri genitori; problema che per sua fortuna lei non ha.

Il papà di Lia prende sul serio la proposta e assieme alla figlia, lavora per oltre un anno sul progetto, fino a realizzare Mini Hug (il nome è stato deciso dalla piccola ideatrice dell’APP) : software per smartphone e tablet che viene rilasciato gratuitamente e tradotto in nove diverse lingue.

Il funzionamento di Mini Hug è semplice: l’utente che decide di installarla può creare un profilo per ogni figlio e annotare tutte le attività svolte assieme, ottenendo un punteggio per ognuna di queste esperienze. E’ poi possibile condividere sui social network questi punteggi e persino competere con altri genitori. Secondo lo sviluppatore è proprio questa competizione a incentivare i genitori a realizzare più punti e quindi a trascorrere con i propri figli più tempo possibile.

Mini Hug non è l’unico software che è stato sviluppato per permettere a genitori e figli di trascorrere più tempo assieme; diverse startup (aziende che operano sopratutto nel campo tecnologico ) si sono adoperate per fornire soluzioni che aiutino le famiglia a rimanere unite e vivere nel migliore dei modi ogni minuti che si trascorre con i propri cari.

Molti interessante è il progetto lanciato da due coniugi romani con il loro sito www.aroundfamily.it : una sorta di guida per aiutare le famiglie a trovare locali e strutture ricettive a misura di bimbo, dove trascorrere un weekend senza stress e in modo divertente per i più piccoli.

Altra APP interessante, ideata anche questa da una famiglia italiana è “Save the mom” ( http://www.savethemom.com/ ), una APP che permette di condividere foto, messaggi vocali e appunti tra i vari componenti della famiglia. In pratica con Save the Mom è possibile raccogliere in un unico luogo (virtuale) tutte le informazioni che solitamente sono sparpagliate in casa tra sms, post-it e telefonate. Insomma, non saranno certo le APP a spiegare ai genitori come migliorare il proprio rapporto con i figli, ma sicuramente potranno dare un valido contributo.

Media education: ne abbiamo discusso a Grottammare

E’ stato un momento piacevole e ricco di spunti interessanti, quello organizzato da MED Media education e Radio Incredibile a Grottammare (AP) nel pomeriggio di sabato 21 Maggio: un’ occasione per poter parlare di educazione ai media (e quindi anche di educazione con i media ) e ribadire la necessità di una collaborazione tra le varie agenzie educative, su queste tematiche.

Interessanti gli interventi del rappresentante del CoreCom delle Marche, del giornalista RAI Varagona e del prof. Di Mele dell’associazione MED che hanno appunto ricordato che l’educazione ai media è fondamentale per la formazione dell’intera persona e per sviluppare coscienza critica nell’uso delle nuove tecnologie in maniera da poter vivere pienamente l’esistenza reale piuttosto che farsi intrappolare da una vita digitalizzata.

Ugualmente interessanti le esperienze presentate dagli altri relatori che hanno illustrato vari progetti legati alla media education (a proposito, “media” si legge come si scrive, essendo una parola latina, poi ripresa dall’inglese) che hanno avuto un buon riscontro nelle comunità a cui sono stati proposti.

Possiamo dire, senza scadere troppo nella retorica, che sono state gettate le basi per creare una rete di media educator e sicuramente i frutti di questo lavoro, in cui tecnologia, pedagogia e molta buona volontà si fondono, li vedremo tra non troppo tempo.