inaugurato il WIFI alla biblioteca di Ascoli

Abbiamo inaugurato ieri il collegamento WIFI nella biblioteca (o meglio nell’intera area del Polo Culturale S.Agostino) di Ascoli.
Lo spunto per il progetto è stato dato da alcuni studenti che hanno richiesto al Comune la possibilità di accedere gratuitamente ad Internet tramite collegamento wireless.
L’idea è stata recepita dall’assessore alle politiche educative (dott.ssa Cameli) che ha quindi messo in moto la macchna organizzativa che in poco tempo ha predisposto l’infrastruttura WIFI e redatto un regolamento del servizio in grado di garantire la sicurezza degli utenti e il rispetto della normativa sulla privacy e sull’antiterrorismo.

Per richiedere l’accesso Wifi è possibile recarsi presso la biblioteca comunale (in caso di minorenni occorre la presenza del genitore)

Il “caso TopHost” e l’importanza di fare i backup

La vicenda probabilmente la conoscerete tutti: a fine agosto 2010, causa problemi ad un sistema di storage, alcuni database contenenti i dati relativi a siti ospitati su alcuni server di Tophost risultano corrotti.
L’azienda tramite il sito ufficiale e la fan page di Facebook informa i propri utenti sullo stato dei lavori di ripristino, comunicando, dopo qualche giorno, che i DB risultati irrecuperabili sono solo un centinaio.
Leggendo i commenti sulla fan page si possono trovare esclamazioni di utenti imbestialiti che lamentano di essere rovinati a causa della vicenda o di aver perso mesi di lavoro.
Massima solidarietà per tutti coloro che hanno perso anche un solo bit in questa vicenda, però mi chiedo: possibile che un webmaster, non si sia mai posto il problema di fare un backup del database su cui poggia il proprio sito?
Evidentemente no.
Sarei curioso di sapere cosa diranno questi webmaster ai loro clienti: daranno la colpa a Tophost? diranno che in effetti c’era qualche altro fornitore che forniva il servizio backup al costo di qualche euro in piu’…ma per risparmiare hanno preferito quella soluzione ?
Qualcuno ammetterà che forse sarebbe stato il caso di fare un backup ? Temo di no.

Fare il backup è una di quelle cose di cui capisci l’importanza solo dopo che hai perso i dati, lo sanno bene coloro che lavorano nei CED: per anni magari cercano di far capire ai propri utenti l’importanza di fare delle copie di sicurezza, inutilmente.
Nel momento in cui un supporto si rovina e i dati diventano illegibili allora qualcuno (non tutti!) capiscono l’importanza di fare il backup e allora scatta la corsa all’acquisto di un supporto esterno, ovviamente il piu’ economico possibile perche’ tanto è impossibile che un disco nuovo si rompa..quindi che ci fai con il Raid1 ? 🙂 sigh!

Per fare un backup del proprio sito basterebbe un client ftp, qualche semplice script e qualche plugin per il vostro CMS (se il vostro sito ne usa), su internet troverete certo indicazioni utili senza troppa fatica.
Insomma, in pochi minuti riuscirete a trovare una soluzione che vi impedirà di perdere mesi di lavoro.
Vale la pena rischiare?

Qual è il browser più utilizzato dai navigatori? Ce lo dicono le statistiche degli accessi al blog

Fino a qualche tempo fa, la scritta “sito ottimizzato per IE” capeggiava fiera sui siti più blasonati, come per indicare che tale sito fosse visualizzabile in maniera ottimale con il browser più diffuso.

Guardando le statistiche (create con Google Analytics ) stamattina mi viene la curiosità di vedere quali browser utilizzano gli utenti dei miei blog.

Utilizzo analytics per monitorare una decina di siti, decido quindi di partire da un blog dedicato all’utenza geek. Con soddisfazione noto (e ne avete conferma guardando questa tabella estrapolata da Analytics ) che in cima alla lista dei browser usati dagli utenti del sito non troviamo Internet Explorer bensì Firefox, seguito da IE e da Chrome.

Dato che l’utente medio del sito in questione è un appassionato di tecnologia, posso ipotizzare che non troverà difficoltà ad installare sul suo PC un sistema operativo come Linux (o che addirittura utilizza MAc o iPhone per navigare) e che quindi possa usare Chrome o Firefox anziche’ il browser integrato con il famoso sistema operativo che di solito troviamo già installato su portatili e netbook.

Ecco quindi la top ten dei browser utilizzati dai miei utenti (su un blog che tratta argomenti informatici, ripeto)

1
Firefox 30,29%
2.
Internet Explorer
26,80%
3.
Safari
17,86%
4. Chrome 17,67%
5.
Mozilla Compatible Agent
3,69%
6.
Opera
1,75%
7.
Mozilla
1,17%
8.
Playstation 3
0,39%
9.
Opera Mini
0,19%
10.
Playstation Portable
0,19%

Per inquadrare meglio questi dati , inserisco di seguito un prospetto dei sistemi operativi utilizzati dai visitatori  del sito in questione : noterete che un 10% degli utenti naviga sul mio sito con iPad :una tecnologia relativamente nuova in Italia ma che evidentmente ha già trovato molti utilizzatori.

Ecco dunque il prospetto dei sistemi operativi utilizzati sul sito:

1. 69,32%
2. 12,04%
3. 10,10%
4. 3,88%
5. 3,69%
6. 0,39%
7. 0,19%
8. 0,19%
9. 0,19%

Ci tenevo a sottolineare che il blog indicato sopra tratta di argomenti informatici, perchè invece la situazione cambia radicalmente guardando le statistiche di un sito che curo, dedicato agli adolescenti

Qui la situazione appare invertita rispetto al caso precedente: oltre i 2/3 degli utenti di questo sito (sopratutto adolescenti, visto che si tratta di un sito di una scuola superiore) utilizza IE .Probabilmente si tratta di utenti non troppo “smanettoni” che utilizzano il browser trovato installato nel proprio PC (dalla statistica sul sistema operativo utilizzato dai visitatori risulta il 95% di utenti Windows )

1. 156 69,64%
2. 50 22,32%
3. 11 4,91%
4. 5 2,23%
5. 1 0,45%
6. 1 0,45%

Beh, per ora questo viaggio nel mondo dei browser finisce qui; si potrebbero aprire discussioni infinite dal punto di vista sociologico.
IE sembra essere il browser più utilizzato dagli adolescenti; mentre utenti piu’ adulti,che probabilmente viaggiano sul web navigando su siti dedicati all’informatica e fanno un utilizzo professionale di internet utilizzano vari browser (magari per beneficiare di addon particolari per utilizzo SEO o funzionalità 2.0 specifiche) e varie piattaforme, tra cui iPhone, iPad e Mac, perchè probabilmente dispongono di maggior liquidità e investono sull’hardware.

Ci vediamo alla prossima puntata! 🙂

 

AGGIORNAMENTO  GIUGNO 2011

A distanza di diversi mesi da questo articolo ho voluto controllare di nuovo le statistiche di un blog che ho amministrato. Si tratta di un sito in cui si parla di impegno sociale, quindi con un pubblico eterogeneo e probabilmente over 18.

ecco le statistiche per quanto riguarda i browser utilizzati dai navigatori , sembra quasi che in questo anno trascorso rispetto a quando scrissi la prima parte di questo articolo, Internet Explorer abbia perso terreno , Firefox rimane stabile, mentre Chrome e Safari hanno guadagnato circa un 10% a testa.

1. 678 41,85%
2. 358 22,10%
3. 277 17,10%
4. 235 14,51%
5. 45 2,78%
6. 17 1,05%

tra qualche mese una nuova statistica ci darà conferma di questo andamento? lo scopriremo presto!

creare eventi su facebook in modo efficace!

Sicuramente se usate Facebook vi saranno arrivati inviti ad eventi che magari si svolgono dopo poche ore, la cosa, si rivela  totalmente inutile per chi ha realizzato l’invito: probabilmente la maggior parte dei vostri contatti leggerà l’invito all’evento quando già la manifestazione sarà finita da tempo e sopratutto non farà in tempo, magari in poche ore a passare la voce tra i propri contatti : in poche parole se siete soliti procedere in questa maniera quando create eventi su Facebook starete iniziando a capire come mai di tutte le persone invitate alla fine si presentano quattro gatti.

Vale la pena quindi ricordare qualche regola pratica per ottenre il massimo risultato in termini di pubblicità per l’evento

1) prima regola: create il gruppo (o l’evento)  facebook almeno 3 settimane prima della data della manifestazione,

in questo modo anche chi accede a Facebook raramente (si,esistono persone che riescono a resistere alla tentazione di aprire Facebook ogni cinque minuti!) ha tempo di leggere la notizie, decidere se aderire ed eventualmente invitare all’evento altre persone, che a loro volta potranno invitarne altre… insomma se volete puntare sull’effetto virale di Facebook pubblicizzate con largo anticipo il vostro evento per dare tempo agli invitati di fare passaparola.

2) indicate chiaramente nella pagina una presentazione dell’evento: è decisamente triste oltre che controproducente per chi organizza l’evento trovarsi a ricevere un invito per una manifestazione e non trovare nessuna informazione relativa all’evento quando si accede alla pagina corrispondente. Pensate forse che una persona possa capire quali contenuti  e quali relatori troverà ad un convegno organizzato da voi,semplicemente dal titolo dell’evento?

3)  mettete una foto con la locandina dell’evento ed aggiornate la pagina se ci sono novità (maggiori dettagli sul programma dell’evento, inserimento di immagini) segnalando agli iscritti all’evento questi aggiornamenti.

4) invitate un nuovo messaggio di invito ( ovviamente tramite Facebook) a tutti gli invitati, per sollecitare e ricordare l’evento : sia a chi ha detto che parteciperà (ma che poi spesso si dimentica perche’ non ha segnato in agenda l’impegno) sia a chi ancora non ha risposto oppure è ancora indeciso.

Probabilmente, chi e’ indeciso, vedendo il vostro nuovo messaggio di sollecito, farà un giro sulla pagina dell’evento e vedendo che nel frattempo la pagina e’ stata aggiornata e diverse persone avranno già aderito, si convincerà a partecipare.

Ad Ascoli i genitori degli studenti vanno a lezione di Internet!

Conoscere internet e navigare sicuri: è questo lo slogan che riassume le finalità del progetto «Per non cadere nella rete..navigate a vista» : iniziativa giunta alla quarta edizione e promossa dall’ Assessorato alle Politiche  Educative del Comune di Ascoli Piceno in collaborazione con i circoli didattici, gli istituti parificati  e gli istituti secondari di primo grado del Comune.

Il progetto, che negli anni passati ha permesso di realizzare un monitoraggio sull’uso dei media tra gli studenti delle scuole elementari e medie si propone, in questa edizione di rivolgersi direttamente ai formatori (docenti e genitori) dei ragazzi, per aiutarli a stimolare i giovanissimi ad un uso corretto della rete.

Il progetto nasce dalla consapevolezza (di cui più volte si è avuta conferma pratica durante gli incontri con i ragazzi nelle edizioni passate del progetto) che i ragazzi, in fatto di Internet e PC, sembrino dei veri professori, anche se, data la loro giovane età, non sono sempre in grado di discernere i contenuti che la Rete propone e dunque, senza volerlo, rischiano di diffondere informazioni riservate, di navigare su siti pericolosi (si pensi ai  siti che inneggiano all’odio razziale o ai forum  pro-anoressia che propongono comportamenti alimentari pericolosi per la salute) o di ritrovarsi coinvolti in reati informatici.

Dal canto loro, insegnanti e genitori non sempre sono in grado di capire quale uso del computer facciano i ragazzi: secondo un recente studio universitario, solo il 4% degli adulti pensa che ci sia il pericolo della diffusione di dati sensibili su Internet, in realtà il fenomeno della diffusione di dati personali supera il 70% dei casi. Proprio per questo, il progetto, attraverso alcune lezioni pratiche sull’uso  corretto del PC,  vuole aiutare  gli adulti ad entrare nel mondo della tecnologia, usando lo stesso linguaggio parlato dai giovani navigatori: saranno illustrate le tecniche per proteggere il PC dai pericoli di Internet, le modalità con cui impedire ai ragazzi un uso eccessivo del computer (magari negli orari in cui dovrebbero studiare), ma sopratutto si illustrerà come poter usare questi strumenti per favorire il dialogo in famiglia e la crescita  dei ragazzi.

L’iniziativa, presentata nel mese scorso nelle scuole, con una serie di incontri tenuti dall’assessore alle politiche educative, dott.ssa Giovanna Cameli e dagli esperti informatici del CED del Comune di Ascoli ha riscosso molto successo: oltre un centinaio di genitori si sono già prenotati per partecipare ai corsi di informatica, ora si passerà alla fase operativa: e stavolta saranno genitori e insegnanti a doversi sedere sui  banchi di scuola!

Filtri web: alcune soluzioni per la navigazione sicura dei più piccoli

Spesso si parla della necessità di filtrare internet per impedire che gli utenti di una rete (in azienda, a scuola, nelle università, negli uffici pubblici) possano accedere a siti non opportuni, che nella migliore delle ipotesi rappresentano una perdita di produttività, nei casi più gravi potrebbero nascondere pericoli (contenuti non adatti a minori, gioco d’azzardo, violazione di copyright, virus).

Negli ultimi anni sono state sviluppate molte soluzioni per ovviare a questi problemi: sia utilizzando software (commerciali o liberi) da applicare alla propria rete, sia ricorrendo a servizi come quello di Davide.it (www.davide.it) che fornisce  a privati ed enti una connessione sicura,con oltre 12 milioni di siti filtrati.

Per chi naviga da casa è possibile filtrare i contenuti in maniera semplice, utilizzando alcune soluzioni gratuite: per chi utilizza il browser  Firefox ad esempio con pochi click verranno installate le estensioni FoxFilter e Suricate, in grado di impedire l’accesso a contenuti pericolosi; altra estensione interessante e’ ProCon che funziona sia utilizzando delle blacklist/whitelist di siti che attraverso un filtro su alcune parole che potrebbero essere pericolose. Altrettanto interessante appare il progetto  Il Veliero (http://www.ilveliero.info/ ) : un browser gratuito, a misura di bambino, che oltre ad incorporare un filtro web, suggerisce siti interessanti per l’apprendimento delle discipline scolastiche.

Per chi volesse adottare una soluzione piu’ efficace è possibile ricorrere a sistemi come

MagicDNS (www.magicdns.it ) servizio gratuito di DNS che  permette di proteggere la navigazione senza bisogno di installare altro software, semplicemente configurando sulle proprietà di rete del proprio PC i due server DNS indicati sul sito di Magic DNS: in questo modo sarà molto difficile riuscire a bypassare il filtro, a patto di proteggere con una password l’utente amministratore del proprio PC.

L’unico svantaggio di questi software, rimane la possibilità, per un utente mediamente esperto di computer quale potrebbe essere un adolescente, di bypassare questo sistema; tuttavia tali soluzioni sono sicuramente adatte per bambini e pre-adolescenti, ricordando sempre che filtrare Internet non è una censura ma un modo per proteggere i più piccoli dai pericoli: questo deve essere chiaro sia ai genitori che ai figli.

Le soluzioni tecniche insomma non mancano, occorre pero’ ricordare che a prescindere dai contenuti più o meno pericolosi del web, la navigazione dovrebbe sempre avvenire in presenza dei genitori, che sono chiamati non solo a vigilare sul corretto utilizzo della Rete, ma ad accompagnare (ed educare!) i propri figli nell’uso di questo potentissimo strumento di comunicazione che e’ Internet.

Come fare Media Education in classe

Faremedia education, non significa solo lavorare con un mezzo nuovo, bensì entrare dentro al sistema dei media per poterne cogliere gli aspetti culturali, sociali e formativi.

In un sistema come quello scolastico, l’introduzione della media education parte dalla considerazione del fatto che i media, oggi, fanno parte dellesperienza dei ragazzi e occupano gran parte della vita di adolescenti e ragazzi, danno spazio alle loro fantasie, sollecitano le loro emozioni più profonde, impongono stili di vita; chi si occupa di educazione non può dunque trascurare il ruolo dei media nella formazione della coscienza dei discenti.

Secondo la definizione che ne dà Pier Cesare Rivoltella, i media possono e devono diventare una risorsa per l’intervento formativo e le leggi in materia scolastica degli ultimi anni hanno offerto le prime indicazioni per lo sviluppo di un curriculo trasversale di educazione ai media.

Un intervento di media education deve avere una progettualità educativa condivisa: elaborare percorsi formativi che permettano ai ragazzi di diventare utilizzatori responsabili e consapevoli dei media, in grado di potersi esprimere in modo creativo attraverso di essi e di utilizzarli per risolvere nuove problematiche.

Le strategie da utilizzare in tali azioni sono quelle centrate sull’esperienza dei ragazzi:attività di ricerca esplorativa per scoperta e momenti di discussione e confronto tra pari, ricorrendo anche all

apprendimento cooperativo (il tanto discusso “cooperative learning”).

A tali azioni va affiancata una esperienza attiva, ad esempio un’attività di progettazione e realizzazione di un prodotto,ad esempio un ipertesto, untelegiornale d’istitutoo altro prodotto multimediale, che possa permettere ai ragazzi di usare i media in modo creativo.

Introdurre l’educazione ai media a scuola edunque un processo che richiede particolare attenzione affinchè sia possibile far interagire la cultura tradizionale scolastica (basata sull’analisi, la logica sequenziale, il rapporto prima-dopo) con il mondo dei media, dove invece le informazioni sono fatte da frammenti, si basano sultutto e subitoe sono emozionalmente coinvolgenti.

Web 2.0 : opportunità o pericolo ? il mio intervento al convegno AMICO WEB

Osannato da molti, criticato da altri, il Web  2.0 è sicuramente una incredibile risorsa; ma quali pericoli nasconde?

Se ne parlerà in occasione del convegno AMICO WEB , organizzato dal Sistema Interprovinciale Piceno e patrocinato dall’ AIB Marche, Giovedi 26 Novembre a Grottammare (AP)

L ‘intervento che proporrò  riepiloga brevemente le tappe che hanno portato dal Web1.0 al Web2.0 fornendo una panoramica dei vari strumenti (e delle possibilità didattiche che questi siti  offrono!) senza dimenticare i lati oscuri della Rete: non solo i pericoli legati alla presenza di contenuti non adatti ai piu’ piccoli e la presenza in rete di malintenzionati, ma sopratutto la necessità di educare (giovani e non) ad un utilizzo proficuo delle risorse immense presenti in Internet, senza correre il rischio di perdersi nel mare digitale della Rete.

Media in famiglia: come usarli correttamente

Nella famiglia moderna,centro e cuore della civiltà dell’amore” (cosila defini Giovanni Paolo II nellaLettera alle famigliedel 1999) un utilizzo corretto dei mezzi di comunicazione puofavorire ancora di più la crescita delle persone che la compongono, allo stesso modo perooccorre far notare un utilizzo errato dei media rischia di isolare i suoi membri, fino a contrapporli.

Non etroppo distante dalla realtà, purtroppo, immaginare una situazione in cui il padre totalmente immerso nella lettura del giornale e la madre totalmente rapita dai reality televisivi trascurano il dialogo con i propri figli, i quali dal canto loro passano le giornate nella propria cameretta a guardare talk show in TV o chattare in Internet.

In una circostanza simile neppure gli unici momenti in cui la famiglia eriunita, attorno alla tavola, diventano momento di dialogo, a causa del sottofondo di telegiornali o musica alla radio che di fatto impediscono la conversazione.

Questa situazione è un esempio di utilizzo distorto dei media in famiglia; anzicheutilizzare questi strumenti per favorire una condivisione di esperienze all’interno del nucleo familiare si assiste ad una frammentazione della vita domestica; la comunità d’amore di cui si parlava sopra non viene favorita poichei media vengono usati in maniera individualistica.

Per evitare questo pericolo, il primo passo equello di non tenere in camera TV o computer disponendoli invece in un locale centrale della casa, in modo che anche la navigazione su Internet o la visione di un programma televisivo non siano esperienza individuale, ma momento di confronto e discussione per tutta la famiglia: in questo modo i genitori possono guidare i piupiccoli nella navigazione online e nella formazione di uno spirito critico nell’uso della TV.

Allo stesso modo, sarebbe da evitare l’uso di PC e TV nelle ore pomeridiane dedicate allo studio: erroneamente molti ragazzi studiano con la TV accesa, il PC connesso a qualche chat di Internet e magari il telefonino sottomano per poter messaggiare con gli amici; nulla di piusbagliato:sono tutti elementi di disturbo che diminuiscono la concentrazione durante lo studio.

Infine non dimentichiamo che devono essere i genitori a dare il buon esempio, spegnendo la TV,la radio o il PC qualche volta, per dedicare tempo a parlare con i propri figli.