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Perdere foto dello smartphone provoca stress

Oltre il 70% degli utenti intervistati da una nota azienda informatica, teme che un attacco informatico possa danneggiare il proprio PC o il proprio smartphone causando perdita di dati , in particolare di foto e documenti importanti.

Allo stesso tempo, l’indagine rivela che la paura di perdere le foto scattate con lo smartphone è una fonte di stress maggiore della fine di una storia sentimentale o di un incidente automobilistico non grave. Secondo Kaspersky Lab , solo la malattia di un familiare peserebbe di più, per gli intervistati (oltre 16mila , dai 16 anni in su , provenienti da 17 paesi del globo) rispetto alla perdita della propria “memoria” digitale. Paradossalmente nonostante il rischio di perdere foto e dati sia concreto, circa la metà degli utenti non utilizza misure di sicurezza basilari come il PIN o una password;il primo consiglio per salvaguardare i dati è quindi quello di provvedere a configurare una password efficace sui propri dispositivi informatici, il secondo consiglio è quello di installare un software per prevenire attacchi di virus, malware e hacker. Spesso è la disattenzione a causare la perdita di dati: il 19% degli intervistati ha affermato di aver perso documenti in seguito a causa della propria disattenzione, il 23% a causa di danneggiamento del dispositivo.

Le foto e i video sono le informazioni personali considerate più preziose dagli utenti, circa il 44% di loro ha dichiarato di aver perso questo tipo di dati archiviati su smartphone, il 30% su tablet e il 37% su PC. L’89% salva sul computer tutte le foto che scatta, l’86% sul telefonino e il 59% su tablet; la soluzione più semplice per prevenire possibili perdite di dati è sicuramente quella di fare un backup su cloud. A questo scopo, siti come Google permettono gratuitamente di salvare online periodicamente i dati presenti su smartphone o su PC ,in maniera automatizzata (entro un limite massimo di alcuni Gb di dati) , soluzioni simili vengono fornite agli utenti da alcune aziende produttrici di smartphone che consentono agli utenti di salvare sui propri sistemi i dati custoditi nei cellulari (non solo foto, ma anche la rubrica telefonica), per chi invece volesse fare un backup sul proprio computer, basterà utilizzare i software disponibili sul sito del produttore del proprio dispositivo mobile.

La sicurezza di whatsapp: ecco come aumentarla

Software come Whatsapp e Telegram o altre applicazioni di IM (messaggistica istantanea) sono ormai di uso comune, tra adulti e giovani. Capita spesso, purtroppo, di venire a conoscenza di episodi poco piacevoli legati ad un utilizzo poco attento di smartphone e tablet, con conseguenti rischi per la nostra privacy.

Prima ancora di iniziare a parlare di consigli tecnici su come proteggersi da eventuali “curiosi” intenzionati a spiare le nostre conversazioni online (in questo caso presenti sui nostri dispositivi mobili, ma potenzialmente anche sul PC) occorre ricordare che la sicurezza di un sistema informatico (quale appunto il computer o uno smartphone) è fondamentalmente legata a buone pratiche di utilizzo di questi strumenti da parte del proprietario. Il consiglio più importante è chiaramente quello più scontato (ma non troppo) , ovvero: non lasciare incustodito il proprio smartphone (o comunque impostare un codice di sicurezza che non permetta ad estranei di sbloccare il telefonino ) e non installare applicazioni di “dubbia provenienza” (che potrebbero installare a nostra insaputa, software in grado di accedere ai nostri dati riservati o peggio inviarli ad eventuali malintenzionati) , controllando tramite motori di ricerca l’affidabilità delle varie applicazioni.

Occorre fare attenzione poi ai cosiddetti sistemi di messaggistica istantanea che funzionano anche tramite Web (ad esempio usando il meccanismo dei QR-Code). In questo caso, una volta aperta la “sessione” su un computer , diventa possibile visualizzare anche su quel Pc le conversazioni che partono dal nostro telefono. Chiaramente non è così semplice poter attivare una sessione via web: occorre infatti riuscire ad impadronirsi, anche solo per alcuni attimi, del telefono della vittima che si vuole spiare e usarlo per attivare su un computer una nuova sessione. E’ possibile chiaramente, visualizzare sul proprio smartphone, la presenza di sessioni attive su altri dispositivi, controllando tra le impostazioni Whatsapp Web ( ad esempio nel caso di Whatsapp) e procedendo alla chiusura forzata delle stesse qualora si notassero anomalie. Molti pericoli possono arrivare poi dai cosiddetti malware (che spesso vengono scaricati ed installati sullo smartphone dalla vittima stessa in modo inconsapevole) , occorre prestare attenzione quindi a non aprire messaggi provenienti da numeri sconosciuti e d evitare di cliccare su link “sospetti” . Infine ricordiamoci di controllare periodicamente gli aggiornamenti di sicurezza dei software installati nei nostri dispositivi mobili : i programmatori software ,appena viene scoperta una vulnerabilità, procedono a distribuire nuove versioni sicure del loro software, in grado di resistere ai tentativi di intrusione. Ricordiamo appunto, che a volte, la sicurezza predefinita di un software, impostata dai programmatori, rischia di essere messa in difficoltà proprio dalla leggerezza con cui usiamo i dispositivi di comunicazione.

Per finire, ricordiamo inoltre che è possibile effettuare un backup delle chat Whatsapp usando sia il software di backup fornito con il proprio smartphone ,che ricorrendo a sistemi come Google Drive o analoghi servizi cloud disponibili sul mercato.